Azioni globali e innovazione: da dove arriverà la prossima creazione di valore?

Di Quirien Lemey, Senior Fund Manager Global Equities presso DECALIA

Negli ultimi due anni, i mercati azionari globali sono stati ampiamente sostenuti da un numero ristretto di grandi capitalizzazioni tecnologiche. Questa concentrazione è stata alimentata dall’ascesa dell’intelligenza artificiale, ma solleva oggi una domanda essenziale per gli investitori: dove si troveranno i prossimi motori di crescita?

L’innovazione non si limita a poche mega-capitalizzazioni né a una sola tecnologia. Sta trasformando gradualmente numerosi settori dell’economia, dalle infrastrutture digitali alla sanità, passando per elettrificazione, connettività, automazione e resilienza energetica.

In questa fase del ciclo, gli ingenti investimenti dei grandi hyperscaler continuano a sostenere la domanda di infrastrutture tecnologiche. Tuttavia, questa infrastruttura non si limita più ai soli semiconduttori. Comprende ormai un ecosistema molto più ampio: componenti elettronici, reti ottiche, architetture elettriche ad alta tensione, sistemi di raffreddamento, apparecchiature energetiche e soluzioni in grado di accompagnare la crescita dei centri dati.

Questa dinamica apre un ventaglio di opportunità al di là dei grandi titoli più visibili. Molte società di media dimensione, spesso meno seguite dagli investitori, svolgono un ruolo essenziale in questa catena del valore. Non fanno necessariamente la prima pagina dei mercati, ma forniscono i mattoni indispensabili al dispiegamento dell’innovazione.

Lo stesso vale per il settore sanitario. Dopo diversi anni segnati dalla normalizzazione post-Covid, dall’inasprimento delle condizioni finanziarie e dalle incertezze normative, alcune valutazioni appaiono oggi più ragionevoli. Nel contempo, l’innovazione continua a trasformare la ricerca medica, la diagnostica, gli studi clinici e la personalizzazione dei trattamenti.

Anche il software è un altro ambito da monitorare. Il mercato resta prudente di fronte ai rischi di disruption legati all’intelligenza artificiale, ma alcune società, in particolare nella cybersicurezza e nel software infrastrutturale, potrebbero beneficiare della graduale trasformazione dei modelli operativi delle imprese.

Infine, anche le soluzioni legate all’ecologia e alle energie rinnovabili stanno vivendo un’evoluzione strutturale. Il tema non si basa più soltanto sul sostegno delle politiche ambientali. Si inserisce ormai in una dinamica più ampia, trainata dall’indipendenza energetica, dall’elettrificazione delle economie e dalla resilienza delle infrastrutture. In un contesto in cui la sicurezza energetica è tornata strategica, questi investimenti mantengono una rilevanza di lungo periodo.

Costruire un’esposizione globale all’innovazione

La sfida non consiste quindi nel ricercare un’esposizione a un’unica tematica, per quanto potente. Consiste piuttosto nell’identificare a livello globale le società in grado di beneficiare in modo duraturo delle grandi trasformazioni dell’economia.

Questo approccio richiede di guardare oltre gli indici più concentrati e i titoli più evidenti. Le prossime fonti di creazione di valore potrebbero provenire da un ecosistema molto più ampio: infrastrutture tecnologiche, sanità, software, alimentazione, automazione, elettrificazione, energia e resilienza industriale.

Questa evoluzione non avverrà senza volatilità. Tassi d’interesse, decisioni di investimento dei grandi attori tecnologici, tensioni geopolitiche e politiche pubbliche continueranno a influenzare il ritmo del ciclo.

Ma per gli investitori di lungo termine, la questione centrale resta la stessa: come costruire un’esposizione azionaria globale, equilibrata sull’innovazione, senza dipendere eccessivamente dalle poche grandi società che hanno sostenuto la prima fase del movimento?

Se gli ultimi anni sono stati dominati da alcuni leader emblematici, la prossima fase potrebbe favorire un universo più ampio, composto da società innovative, spesso più discrete, ma essenziali alla trasformazione dell’economia mondiale.


Quirien Lemey, CFA
Senior Lead Portfolio Manager della strategia DECALIA focalizzata sui settori innovativi e sulle aziende disruptive

Quirien Lemey ha lavorato per 11 anni presso Degroof Petercam Asset Management, dapprima come analista tecnologico globale e successivamente come gestore di diversi fondi multi-tematici e sostenibili. In precedenza, ha lavorato per due anni presso Accenture come analista finanziario. Quirien Lemey ha conseguito un Master in Economia, un Advanced Master in Economia Finanziaria ed è CFA charterholder.